FBI, EUROPOL E POLIZIA: È CACCIA AI PEDOFILI DEL DEEP WEB IN TUTTO IL MONDO

Persone sposate e padri di famiglia, ricchi e agiati personaggi del mondo occidentale, per la maggioranza uomini, ma senza una nazionalità specifica o classe sociale:
Coperti dall’anonimato e dalla irraggiungibilità dovuta alla invisibilità dell’indirizzo IP, sono i pedofili che si muovono nei meandri del deep web, o rete profonda, quell’internet sommerso dove si annidano anche illeciti di ogni tipo, dove si contrattano droga e armi, dove si rifugiano estremisti politici di ogni tipo.

Lo scandalo dei bambini immolati, torturati e uccisi in diretta live purtroppo non è una novità, ma una realtà acclarata che non conosce crisi economica e che vede gli uomini della polizia postale in costante impegno per salvare vite innocenti dalle perversioni e dalle turpitudini anche di stampo satanico di gente da tutto il mondo.

Si fregiano di nickname irriconoscibili, hanno un loro “codice d’onore” comportamentale per assicurarsi notorietà e protezione, acquisiscono ‘referenza’ al diminuire dell’età delle vittime e del tipo di brutture infertegli.
Si pagano in diversi tipi di monete, ma ora va alla grande il bitcoin, una moneta digitale che permette spesso di sfuggire alla tracciabilità della finanza classica.

Le comunità di pedofili sul deep web sono diventate un’emergenza internazionale – spiegò già nel 2014 Carlo Solimene a LaRepubblica, allora responsabile della Direzione investigativa della Postale – tanto che stiamo lavorando con l’Fbi e Europol per fermare un fenomeno purtroppo in crescita”.

Nel 2013 vennero arrestate in Italia ben 55 persone, 344 quelle denunciate, e 28mila furono i siti monitorati dagli agenti della Postale.
I numeri sono imponenti già così, ma potrebbero essere molto maggiori di quelli che si riesce a scovare con indagini complesse dagli angeli in divisa.

Tanto che addirittura la rete di Hacker Antisistema di Anonymous si attiva per scovare i pedofili, oscurare i siti o pubblicarne l’identità come accaduto in circostanze clamorose ad esempio nel 2012.

Milioni di immagini invece nel 2016 (per la precisione 1.946.898 contro il milione e poco più del 2015), tonnellate di gigabyte letteralmente, hanno continuato ad essere fruibili alle brame deviate degli orchi del web con contenuti raccappriccianti di neonati di pochi giorni fino a ragazzini di 12 anni abusati e venduti da persone anche a volto scoperto in qualche caso, incuranti delle leggi.
Il quadro scioccante era emerso dal Report 2016 dell’associazione “Meter Onlus” di don Fortunato Di Noto, che da sempre cerca di denunciare questo mondo infernale e sommerso.

Purtroppo il fenomeno non accenna a diminuire in questi anni e sembra in vertiginoso aumento.
E se continua così, se le forze dell’ordine e i governi di tutto il mondo non uniscono le forze per interventi di prevenzione, tutela e indagine, non si arriverà mai ad una risoluzione del problema.

Siamo infatti arrivati ad un momento storico delicato, irto di perversioni, dove si va verso una normalizzazione delle degenerazioni.
In molti stati esistono diverse comunità, e persino partiti politici, che difendono la pedofilia come una normale tendenza sessuale umana, paragonandola al normale amore fra adulti.

Ecco perché anche noi cittadini dobbiamo condividere e denunciare, laddove possibile, notizie e derive anche indirette che portano alla distruzione e spesso alla morte degli innocenti, a milioni nel mondo, dall’infanzia offesa, rubata o tragicamente terminata per soddisfare gli appetiti di questi demoni immondi.

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